Posted tagged ‘amore’

corto circuito

ottobre 22, 2008

le anime calde si fusero insieme

sospese in mezzo alla stanza,

mentre il soffitto sembrava cadere

tenevo in pugno la vita… (vasco)

mi hanno fatto venire in mente questa canzone due ragazzini che si baciavano per strada qualche giorno fa.

erano due angeli caduti dal cielo e, sarà la mia mente distorta o la gimcana alla quale mi hanno costretto le macchine, ma ricordo un’immagine come ripresa da una steady che sale e gli gira intorno…

insomma sarete d’accordo con me: momento di poesia metropolitana che poteva restare magico se… non fosse stata sulla loro stessa traiettoria una signora romana. Si è avvicinata trotterellando accanto al suo cane, li aveva visti e sorrideva anche lei.

Per un attimo ho penasto che pure lei avesse una steady in testa, il sorriso teneva, ma si avvicinava decisa: aveva qualcosa da dire. Io curiosa mi fermo per vedere, forse un po’ per vegliare su quei due angeli…

la signora ancora con il sorriso li interrrompe dolcissima per dire:belli, voi si che siete belli…no come quei FROCI…gay, come lì chiamano mo’…tanto sò FROCI. e poi prosegue per la sua strada.

Io resto impietrita, i due angeli la guardano senza aver troppo capito quell’incursione violenta nel loro bacio, e la vecchia, trotterellando accanto al suo bastardino, continua e se ne va, ancora con il sorriso in faccia.

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13.3.1973

marzo 13, 2008

35 anni fa nascevo.

erano le 5 e 45 del mattino e finalmente mia madre ce la faceva, poverina a farmi nascere.

io da allora ho provato, con troppa incoscienza a godermi la vita…impelagata a cercar per sempre quello che non c’è!

forse dovevano passare 35 anni ad aspettare il fato per capire che dipede solo da me, decidere di andargli incontro, al fato, all’amore, alla vita.

dovevano passare 35 anni per imparare a prendere in seria considerazione l’ovvio. Che la luna ha due lati, sempre e costantemente, uno chiaro e uno scuro, e che la mia forza sta nel poter decidere da che lato guardare il mondo; immersa nella luce riflessa del sole o nella gelida oscurità.

dovevano passare 35 anni per capire che l’amore non è quella chimera irragiungibile ma quell’ovvia sensazione di serenità, soddisfazione, e proggettualità che mi accompagna da sempre.

dovevano passare 35 anni per capire che per nascere dovevo lentamente partorimi.

13.3.2008

questa me la dedico…come quella volta al mare!

DANS LE METRO

febbraio 21, 2008

DANS LE METRO’
Entro in metrò, è una domenica sera, non è presto né tardi, forse sono le dieci. Ho passato il pomeriggio a vedere un film alla Videoteca de Les Halles, almeno ho l’impressione di fare qualcosa di buono. Mi siedo distrattamente, vicino allo sportello del metrò, non ho voglia di addentrarmi nel ventre del vagone, non ho voglia di vedere le persone dentro, non ho voglia di immaginarmi le loro storie, tanto m’annoierebbero lo stesso.
Tra la noia e la lacrima alzo gli occhi e vedo lui, seduto davanti a me, simmetricamente al mio posto.
Chiudo gli occhi e li riapro, veloce potrebbe sparire.
Lui è ancora là, non mi ha vista.
I miei occhi si fissano sul suo viso, deve sentirne immediatamente il peso perché alza la testa e mi guarda. Ma non mi vede. Il suo volto non reagisce, non è né contento né spaventato.
“Beh! Però potresti almeno accennare un sorriso, un saluto” penso. Continuo a guardarlo, lui questa volta fissa i suoi occhi nei miei.
Mi ha vista ma continua a non reagire.
“Forse non è lui”, ma poi io continuo a guardarlo, e guardandolo sovrappongo quel viso a quel che ricordo di lui, coincide “E’ lui!”. Quegli occhi nerissimi, come due piccole biglie di vetro lucido, che sembrano senza espressione ma che se mi avvicino slurp, mi risucchiano. Quella faccia bianca, quasi trasparente come la neve della Russia dalla quale è scappato da ragazzino insieme al padre. Il cappotto, un loden nero un bel po’usato, che lo fa così discreto in mezzo a tanti ma forte e sicuro come è lui. Io gli sorrido, bisogna pure aver il coraggio delle proprie idee, per me va bene anche solo essere amici ma dimenticare tutto fino a scordarsene no, non lo permetto io sono forte. Io ho coraggio.
Improvvisamente si alza, viene verso me, lo conosco, è lui, adesso arriva. Eccolo si avvicina, sorridendo, apre la bocca per parlare, guarda me e sta per parlarmi.
E lui come se avesse ascoltato tutti i discorso nella mia mente, come se la mia bocca muta gli avesse parlato, come se stesse rispondendo alla mia domanda dice: “Desolè je suis pas lui”
La metro si ferma e lui scende.

metro1.jpg

scattata nei pressi della stazione metro Lepanto.

comunque…TE!

febbraio 15, 2008

che bello! oggi ci voleva proprio

questo perchè va detto, gli uomini non credono tutti che le donne sono solo puttane!

Colei che è amata

febbraio 14, 2008

 le mepris, di Godard

ho sempre pensato che fosse bellissima questa scena, eppure a rivederla oggi una strana evidenza mi salta agli occhi; non vediamo lo spazio del corpo di cui lei parla, non commenta mai lo spazio del corpo che in quel momento vediamo.

Dunque è questo l’amore totale? non avere mai totalmente colui che si ama?