finalmente la CASBA

oggi sono riuscita ad entrare nella casba. non che niente e nessuno fino ad ora mi avessero impedito di farlo ma da quando sono arrivata ancora non era riuscita a farci un giro….sembrava che là dentro ci fossero pericoli e rischi che era meglio rimandare di affrontare.

dopo due settimane in marocco, per la più parte passate in mezzo alla campagna sperduta mi sentivo più sicura e meno timorosa. i marocchini sembrano un popolo simpatico e sostanzialmente che se ne sta per fatti suoi, anzi se proprio devo dire sono piuttosto rilassati. certo una donna non passa completamente inosservata ma non stanno là a perseguitarla se lei non ha voglia di esserlo.

insomma il tartassamento psicologico a proposito del trattamento riservato alle donne in questi paesi ha avuto presa su di me fino a questa mattina, quando guardinga e rigorosamente vestita per non dare nell’occhio sono partita per la mia personale visita della casba.

senza cartina, che odio a prescindere e con la fiducia che le ore a disposizione mi avrebbero aiutato a ritrovare al strada per tornare a casa sono entrata nella medina intenzionata a farmi portare dalle strade e da nessun altro punto di riferimento.

la mattina di martedì deve essere una giornata fiacca per gli affari perchè confrontato con gli altri giorni duranti i quali avevo provato a fare capoccella nella medina la situazione era serena e tranquilla.

all’interno della medina le zone sono divise per concetti e per prodotti. sono entrata in una via che costeggia le mura tutta dedicata alla vendita di elettrodomestici e telefonini delle più aggiornate versioni, mi sono domandata per tutto il tempo se erano telefoni veri o come sembra facciano a napoli, solo scatole vuote. continua a sembrarmi inconciliabile la modernità con lo stato effettivo di quello che si vede per strada.

senza accorgermene intorno a me erano scomparsi i cellulari e mi sono ritrovata circondata di fili. interi negozi, tutti aperti sulla strada completamente e ordinatamente pieni di fusi di fili. dai colori cangianti e di tutte le più sottili sfumature, tappezzano le pareti dei negozi che così non hanno mai bisogno di essere intonacati. a volte ampi a volte microscopici, ogni ambiente nella medina è sfruttato per fare affari o comunque mettere su un piccolo commercio.

la medina confina con la casba, che da quello che ho capito dovrebbe essere la città fortificata, che finalmente si affaccia sul mare. lo spettacolo è liberatorio e dopo aver camminato dei vicoli e vicoletti lo spazio aperto davanti ai miei occhi è stato emozionante.

il mare però ad uso e consumo degli uomini non è facilmente balneabile, sia per le ondate oceaniche mi porterebbero via, sia, e qui è vero, per gli uomini, i cui occhi assatanati impediscono pure alla più disinibita occidentale di mettersi in costume. peccato, ma poco male ci sono luoghi dovo gli uomini non possono entrare…e lì si! vale la legge della donne.

questa mattina mi sono infilata pure in un hammam, ma uno vero di quelli che costano 10 dirham, ovvero un euro, contro i 50 euro di Aquamadre, l’hammam al ghetto di roma. certo è diverso…

un uomo stava all’entrata dietro un bancone più alto di lui che stava sbragato sulla sdraia con i piedi allungati su qualcosa…chiedo se posso entrare per vedere, bofonchia qualcosa e mi lascia entrare…superata l’incognita di dove sarebbero sbucate quelle scale mi trovo davanti ad uno spogliatoio dentro il quale donne in mutande o già rivestite stanno allungate sulle panche a riposarsi un poco…

ad una di queste chiedo come funziona là dentro e dopo un attimo di perplessità si alza e mi mostra i luoghi dove si svolge l’hammam. il momento più impressionante è quando entriamo nel salone con i vapori…tutte mattonelle, per terra, sulle pareti e pure sul soffitto, nient’altro che mattonelle e donne nude. Ho visto solo corpi, grandi tette e morbide pance. C’erano pure un paio di nonne. Non aveva mai visto una vecchia nuda…loro senza per niente scomporsi si sono girate a guardarmi e non hanno neache risposto al mio saluto. certo, perchè avrebbero dovuto?! chiacchieravano, giocavano con l’acqua e malgrado quelle nudità emanavano una forza che mi ha fatto ritirare: o con loro o fuori.

ho voglia di ritornarci nell’hammam, anche se mi sembra impossibile ritrovare quella via a quel luogo. ma forse è bene così, un’incursione disorientata in una realtà che devo prendere solo quando capiterà e lei vorrà farsi conoscere.

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4 commenti su “finalmente la CASBA”

  1. marco Says:

    parto domenica, ma è bello leggere le tue avventure aiutati anche dalle foto.qui facciamo la sauna gratis,si crepa dal caldo!baci

  2. nonmamma Says:

    beh allora buone vacanze anche a te!
    ci vediamo a settembre con foto e ricordi.
    ciao


  3. che bello…è come leggere un romanzo! (che a me piacciono parecchio)…sono molto coinvolgenti sia le tue parole che le foto…ho sentito un brivido d’avventura !

  4. nonmamma Says:

    grazie cara!
    sei gentile….proverò a continuare.


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