Archivio per febbraio 2008

sarà per TE

febbraio 27, 2008

sono tre giorni che punto la sveglia due ore prima del mio consueto orario….ho bisogno di qualche ora per me.

da qualche tempo passo troppe ore in ufficio, mi piace quello che faccio ma c’è qualcosa che mi stona….non ho tempo di annaffiare le mie piante, di cucinare qualcosa di buono, non riesco a leggere nè scrivere.

per questo provo a dormire di meno e per ora mi sembra una buona soluzione… anche perchè non voglio delegare più la mia felicità al sogno.

questa mattina ascoltavo la radio, mentre la città si svegliava, potevo permettermi di andare più lentamente… ho riscoperto le fette biscottate con il burro e il miele, che buone!

alla radio trasmettevano il controfestival….le canzoni dimenticate di san remo.

ho pensato che andavo lenta, proprio come quelle canzoni dimenticate.

Due ore fuori dal tempo, per recuperare il mio tempo.

te ne dedico una, 4 minuti di tempo tutti per TE!

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aiuto tra femmine

febbraio 22, 2008

nel bel mezzo di un traffico a passo d’uomo di caracalla, esattamente sotto il casotto della polizia municipale, questa mattina una ragazza sostituiva a fatica la ruota bucata della macchina.

non si fermava nessuno e lei non lo chiedeva a nessuno.

con il viso già segnato dai baffi neri delle mani sporche continuava…io dovevo correre, dovevo essere puntuale ad una riunione.

Poi ho fatto dietro front, lei era là e la riunione stava per iniziare, ma lei era là e pure io.

Intollerabile passare dritta. Ecco le mie mani, sporche come da bambina quando giocavo con la terra. Mi sono sentita più viva e poco dopo una telefonata mi annunciava che la riunione era stata rimandata.

meravigliosa la vita.

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DANS LE METRO

febbraio 21, 2008

DANS LE METRO’
Entro in metrò, è una domenica sera, non è presto né tardi, forse sono le dieci. Ho passato il pomeriggio a vedere un film alla Videoteca de Les Halles, almeno ho l’impressione di fare qualcosa di buono. Mi siedo distrattamente, vicino allo sportello del metrò, non ho voglia di addentrarmi nel ventre del vagone, non ho voglia di vedere le persone dentro, non ho voglia di immaginarmi le loro storie, tanto m’annoierebbero lo stesso.
Tra la noia e la lacrima alzo gli occhi e vedo lui, seduto davanti a me, simmetricamente al mio posto.
Chiudo gli occhi e li riapro, veloce potrebbe sparire.
Lui è ancora là, non mi ha vista.
I miei occhi si fissano sul suo viso, deve sentirne immediatamente il peso perché alza la testa e mi guarda. Ma non mi vede. Il suo volto non reagisce, non è né contento né spaventato.
“Beh! Però potresti almeno accennare un sorriso, un saluto” penso. Continuo a guardarlo, lui questa volta fissa i suoi occhi nei miei.
Mi ha vista ma continua a non reagire.
“Forse non è lui”, ma poi io continuo a guardarlo, e guardandolo sovrappongo quel viso a quel che ricordo di lui, coincide “E’ lui!”. Quegli occhi nerissimi, come due piccole biglie di vetro lucido, che sembrano senza espressione ma che se mi avvicino slurp, mi risucchiano. Quella faccia bianca, quasi trasparente come la neve della Russia dalla quale è scappato da ragazzino insieme al padre. Il cappotto, un loden nero un bel po’usato, che lo fa così discreto in mezzo a tanti ma forte e sicuro come è lui. Io gli sorrido, bisogna pure aver il coraggio delle proprie idee, per me va bene anche solo essere amici ma dimenticare tutto fino a scordarsene no, non lo permetto io sono forte. Io ho coraggio.
Improvvisamente si alza, viene verso me, lo conosco, è lui, adesso arriva. Eccolo si avvicina, sorridendo, apre la bocca per parlare, guarda me e sta per parlarmi.
E lui come se avesse ascoltato tutti i discorso nella mia mente, come se la mia bocca muta gli avesse parlato, come se stesse rispondendo alla mia domanda dice: “Desolè je suis pas lui”
La metro si ferma e lui scende.

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scattata nei pressi della stazione metro Lepanto.

comunque…TE!

febbraio 15, 2008

che bello! oggi ci voleva proprio

questo perchè va detto, gli uomini non credono tutti che le donne sono solo puttane!

NON SOLO MAMMA

febbraio 15, 2008

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Ho ricevuto questa lettera da un’ amica intelligente e sensibile.
Conoscevo il dramma di Ada, donna acuta e coraggiosa, ma sentirlo raccontare da lei e leggere la sua presa di posizione e riconoscere il suo coraggio nello spendere il suo dolore a favore di tutte le altre mi ha dato – positivamente – un colpo al cuore.
In questi giorni in cui ci sembra di annegare non tanto nell’impotenza quanto nel fiume implacabile della vergogna altrui, che alimenta una campagna disgustosa contro noi tutte donne e la nostra libertà e il nostro diritto di decidere se essere madri o no, credo che la voce di Ada vada moltiplicata per mille, milioni di volte: che tutti/e la ascoltino e riflettano nella loro coscienza su qual’è la direzione nella quale stiamo andando…
Care amiche, ieri La Repubblica ha pubblicato una bellissima lettera di Ada D’Adamo che alcune di voi conoscono perchè come alcune di noi si occupa di danza. La sua lettera mi sembra una risposta eccezionale a tutto quello che si sta dicendo in questi giorni. La sua espressione “ETERNO PRESENTE” dovrebbe mettere a tacere chiunque abbia un ritegno, ma sono brutti tempi…
Per chi non l’avesse letta qui sotto il testo:
“Un “bravissimo” medico non è stato in grado di leggere da una ecografia che mia figlia sarebbe nata con una grave malformazione cerebrale. Oggi la mia bimba, poco più di due anni, è persona pluridisabile, invalida al 100%.
Frequentando i reparti di neuropsichiatria infantile incontro decine di bambini nati prematuri. Sono per lo più ciechi o ipovedenti, come la maggior parte dei nati pretermine. Quasi sempre il deficit visivo si accompagna ad altri danni, cerebrali o motori irreversibili.
Ho conosciuto famiglie sbriciolate, unioni distrutte, donne sprofondate nella depressione. Non tutti hanno la forza fisica, gli strumenti psicologici, i mezzi economici, la cultura che ci vuole per combattere contro la burocrazia, la crudeltà di certi medici e l’ inciviltà imperante, la solitudine e la stanchezza, infine, contro se stessi e la propria inadeguatezza.
E’ per queste persone, soprattutto, che le scrivo.La chiesa, la politica, la medicina smettano di guardare alle donne come a puttane che uccidono i propri figli. L’aborto è una scelta dolorosa per chi la compie, ma è una scelta e va garantita. Anche se mi ha stravolto la vita, io adoro la mia meravigliosa figlia imperfetta. Ma se avessi potuto scegliere, quel giorno avrei scelto l’ aborto terapeutico. Ai medici che vogliono rianimare i feti anche senza il consenso delle madri dico di uscire dai reparti di terapia intensiva, andare a vedere cosa sono diventati quei bambini, a quale eterno presente hanno condannato quelle madri.”

Colei che è amata

febbraio 14, 2008

 le mepris, di Godard

ho sempre pensato che fosse bellissima questa scena, eppure a rivederla oggi una strana evidenza mi salta agli occhi; non vediamo lo spazio del corpo di cui lei parla, non commenta mai lo spazio del corpo che in quel momento vediamo.

Dunque è questo l’amore totale? non avere mai totalmente colui che si ama?

13 febbraio

febbraio 13, 2008

oggi per me è una vigilia un po’ speciale: tra un mese esatto compirò 35 anni.

mio dddddio.

quand’ero piccola pensavo che a quest’età sarei stata grande. Eh, già. Alla mia età mi madre aveva già tre figli e io appena undicenne mi atteggiavo a piccola donna, facendo da babysitter a quel piccolo bambino che oggi è un gigante.

oggi vorrei essere ancora bambina e allo stesso tempo vorrei poter crescere un bambino.

sono certa sarebbe magico!