CULTURAL HERITAGE
Questa mattina di buona lena mi sono messa a compilare l’application form per una borsa di studio negli stati uniti. Avevo tutte le caratteristiche richieste. La scadenza è domani, 25 settembre, e malgrado la fatica che avrei dovuto fare per riuscire a tradurre tutti lavori, pagine di presentazione e quelle di motivazione, sapevo di potercela fare.
Prima di cominciare ho letto ogni singolo dettaglio richiesto per la compilazione. Si sa come sono questi americani, basta una virgola e ti cestinano. Volevo evitare di fare una fatica per niente. E proprio nell’ultima paginetta ho notato una richiesta che mi ha lasciato totalmente spiazzata. L’ultimo campo da riempire era: CULTURAL HERITAGE.
Lì ho dovuto bloccarmi.
Mi sono messa a pensare seriamente cosa avessero voluto intendere con quella domanda. Volevano veramente sapere che mio padre in pensione, era stato maestro al convitto nazionale “Amedeo di Savoia” e mia madre, non ancora in pensione, è tuttora una casalinga? Oppure che mio nonno un arzillo vecchietto, contadino dalla nascita, quando andava al mercato per vednere la frutta, teneva i conti in due tasche separate. Perché non sapendo né contare né scrivere, doveva tenere in una tasca i foglietti con su “scritto” i soldi da dare e nell’altra quelli con i soldi da ricevere, per non confondersi con le consegne? O forse volevano sapere che mia nonna andavo ogni anno in vacanza a Lourdes e a noi nipotine portava sempre un po’ d’acqua benedetta? Oppure che aveva nell’armadio un grandissimo rotolo di quella carta gialla, premio forse della lunga fedeltà lavorativa nelle cartiere dell’acqua marcia, e con quella carta, all’inizio di ogni anno scolastico mi foderava i libri? E comunque, come avrei dovuto argomentare il mio cultural heritage e farlo diventare una paragrafo di 5 righe?
Ci ho pensato per un po’, poi ho deciso che per quest’anno non era cosa e mi sono data alla cucina. Certi giorni mi aiuta per riordinare il mondo intorno e dentro di me.
Ho fatto la spesa, sistemato dispensa e armadio e preparato una torta rustica agli spinaci. Adesso la torta è nel forno, profuma meravigliosamente e penso ancora che si! avevo proprio tutte le caratteristiche per ottenere quella borsa.
Tags: rebecca miller
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Settembre 25, 2008 at 7:52 am
mi ritrovo con molti ricordi
non ho capito rebecca miller, ma apprezzo la citaz. :mi sta arrivando il suo pippa lee da recensire.brava,cmnq,ti dai da fare.auguri