il Quasi Re

se la regola dei sei gradi di separazione é vera, l’altro giorno ho stretto la mano ad un RE.

ancora una volta abbiamo macinato qualche altro centinaio di km, abitudine consona in questo paese così grande e così scollegato, per raggiungere la località nella quale si svolge un’altra missione sulla quale la mia amica lavora. avremmo assistito alla posa della prima pietra da parte del wali di un edificio voluto dalla cooperazione italia marocco.

ora è necessario specificare che il wali è il vice re, direi piuttosto un quasi re, che di fatto esiste sul territorio molto di più del re vero, che invece se ne sta nelle sue tante dimore sparse in vari posti del paese, comunque sempre con campo da golf annesso. insomma il wali è quello che comanda…

ma dopo un viaggio di svariate ore lo spettacolo che ci aspettava non era certo dei piu’ promettenti: in mezzo alla solita campagna deserta svariati burocrati del loco si affannavano intorno a immense cornici vuote, vetri rotti, colla che non attaccava, tende berbere che lasciavano intravedere la desolazione intorno… e il sole cocente dimezzava le possibilità d’azione.

tanto che ad un certo momento anch’io sono stata inviata alla ricerca di una colla che servisse al nobile uopo di incollare la foto del re nell’apposita cornice; e solo dopo un paio di spedizioni si é riusciti ad incollare sufficienti foto del re per decorare le virtuali pareti delle tende…insomma tra francese, italiano storpiato e arabo galoppante la babele era completa e non sembrava proprio all’altezza di un Quasi Re.

io intanto per ingannare il tempo mi sono messa a giocare con dei ragazzini, con i quali ho superato egregiamente il gap linguistico utilizzando i gesti.  abbiamo giocato con i sassi ad un gioco che mi ha insegnato mia madre quando ero piccola, piccola. incredibile giocavano con le stesse regole. é stato entusiasmante constatare che le regole, quelle logiche ed inevitabili, nascono ovunque uguali.

la sera siamo andati a dormire sconsolati, non sapevamo che la notte avrebbe realizzato quello che nemmeno le migliori aspettative ci avevano, fino ad allora, permesso d’immaginare;

(scusqte gli errori sto scrivendo su unq tqstierq qrqbq )

Il giorno dopo una reggia era comparsa nel deserto…

le tende berbere erano state ancorate al terreno e avrebbero resistito pure ad una tempesta di sabbia, tappeti erano stati sparsi ovunque, tanto che si sarebbe potuto lascire le scarpe in macchina, camerieri in livrea…con tanto di guanti bianchi, tavoli imbanditi di frutti zuccherosi…intanto già tutti gli ospiti erano in fila, i miltari erano schierati e i bambini tenuti a debita distanza, nell’attesa del corteo.

finalmente il quasi Re é arrivato.

uno per uno, dalla macchina fino alla tenda il Quasi Re ha salutato tutti con uno splendido sorriso sulle labbra. e volete indovinare chi era l’ultima della fila alla quale il wali tendeva la mano?  ovviamente io che con la macchina fotografica mi ero infiltrata per riprendere la mia amica nel momento topico della stretta di mano? solo che trafficando con lo zoom  non mi ero accorta che il wali era arrivato davanti a me e mi tendeva la mano. vi immaginate la mia faccia?

sorridendo, ho sperato di non stare a commettere un quasi incidente diplomatico e con una certa emozione ho teso la mano al Quasi Re.

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