LAVORI IN CORSO
malgrado la mia perentoria decisione di non andare, questa mattina ho votato; qualcuno questo week end mi ha fatto cambiare idea.
non sono affatto soddisfatta di quello che ho votato e nemmeno delle 2 schede bianche che ho comunque consegnato. Avrei voluto astenermi per non far parte in nessun modo di questa bagarra e per non essere in nessun modo complice della mediocrità umana di personaggi come veltroni, berlusconi, storace, casini, alemanno… non mi si risponda che la politica non è umanità ma solo giochi di strategia e di tattiche, perchè io, che pure mi muovo nella vita applicando ogni giorno tattiche e strategie di sopravvivenza, non dimentico mai a casa la mia umanità.
eppure di una cosa sono contenta.
Tante volte mi è capitato di astenermi dal commento, dal dire la mia, dal tentare di impedire che le cose non andassero come a me sarebbe piaciuto. Questa mattina ero triste in quella cabina stretta stretta, costretta a scegliere tra simboli che non mi dicono niente e che domani non significheranno più nulla, (intanto mentre scrivo in uffico cominciano a volare esclamazioni di disdetta all’annucio delle prime proiezini certe, Berlusconi vince) però credo che quella mia azione abbia avuto un senso, proprio semplicemente per averla fatta.
Non sto parlando del dovere civico di votare, no parlo dell’azione in quanto atto da me fatto per intaccare la realtà. Poca cosa eh! eppure è l’unica cosa che ho veramente in mano.
Io posso agire, posso continuare a scrivere questo blog, posso tutti i giorni leggere libri intelligenti e vedere bei film, posso continuare a convincere Lucio che non se ne deve andare perchè è qui deve vincere le sue paure e non chissà dove, posso continuare a lavorare ma obbligarmi ad uscire in tempo per fare una passeggiata, posso tornare a casa e chiamare mia madre per farmi dare la ricetta dei biscotti e modificarla con i pistacchi (cosa che lei non lo farebbe mai) posso provare a guardare un uomo negli occhi e dirgli che mi piace.
non credo a questa politica e mi avvilisce profondamente vedere che scempio possono fare della loro vita certi esseri umani, in cerca di qualcosa che non esiste, però voglio continuare a credere che mentre il mondo va a scatafascio saranno i tanti uomini e donne anonimi, senza stemmi di partito a identificarli, che lentamente con la loro necessità di agire riesumeranno da un passato non troppo lontano il senso della nostra umanità.

Aprile 15, 2008 at 10:26 am
Ma Lucio non ha paura di avere paura…o meglio non più. Ha solo paura di farsi prendere dallo spleen tipico di questi giorni. Di questa Italia così autocritica e paralizzata. Ha paura di paralizzarsi anche lui. Scappare forse non lo aiuterà…ma anche si?!Chi può dirlo…L’importante è non fuggire da se stessi e non imputare le cose e gli eventi ad altri. Ecco, questo lo deve ancora imparare. Grazie nonmamma per metterci del tuo e per aver condiviso spremute e parole:-))
Aprile 15, 2008 at 3:09 pm
Non so…un senso di sopravvivenza…mi spinge a rinchiundermi in un cantuccio epicureo…ma alla fine resterò aperto alla vita nonostante tutto…mi interessano le persone non i simboli…mi interessa la parola detta con consapevolezza, mi interessa la curiosità e l’entusiasmo…non abbiamo tempo per piangerci addosso troppe cose belle ci sono fuori dalla porta…e alla fine vaffanculo alla politica…quello che importa è altro e ha che vedere quando dentro al letto ci ritroviamo con noi stessi la notte…io sono tranquillo…domanda: quanti lo sono davvero?
Aprile 18, 2008 at 6:00 pm
su un muro che si vede dal raccordo anulare c’è una scritta immensa: IL POPOLO NON VOTA, LOTTA.
In sè il senso (per me) è assolutamente giusto. però il tutto presuppone una lotta non l’arroccamento al bar.
in un’epoca dove le gigantesche democrazie vanno in automatico (in America vota solo il 52% degli aventi diritto ma questo non inficia minimamente il sistema) paradossalmente votare può essere un gesto significativo. Un gesto però, che non può voler dire più di tanto e che non rappresenta l’essenziale.
Ecco perchè secondo me il NOn votare finisce per dargli un’importanza che non ha, è imfezione democratica all’inverso.
Cara sorella, tu magari sai l’impegno messo dal sottoscritto nel circo da poco conclusosi:
e sai pure (se non lo sai te lo dico) che le cose non sono andate bene. C’erano degli obiettivi, non sono stati raggiunti.
Significa che si è perso? Da un punto di vista elettorale si.
Però l’azione rimane.
L’azione di chi prova ad autodeterminarsi.
a essere attore e non agito.
a vedere da vicino tutto il marcio.
a rimane belli lo stesso in mezzo al marcio.
a imparare e correggere il tiro.
nonostante tutto io credo moltissimo nell’spirito dell’Uomo, Gli esempi della Storia che tu tanto ritieni inutili mi hanno instaurato almeno una certezza: chi dice che va tutto bene mente, e lo fa con sempre meno naturalezza.
tra un pò questo sarà evidente a tutti.
nel frattempo mi alleno.
Giovanni
Aprile 21, 2008 at 2:25 pm
caro fratello,
ti voglio bene!