NON SOLO MAMMA
Ho ricevuto questa lettera da un’ amica intelligente e sensibile.
Conoscevo il dramma di Ada, donna acuta e coraggiosa, ma sentirlo raccontare da lei e leggere la sua presa di posizione e riconoscere il suo coraggio nello spendere il suo dolore a favore di tutte le altre mi ha dato – positivamente – un colpo al cuore.
In questi giorni in cui ci sembra di annegare non tanto nell’impotenza quanto nel fiume implacabile della vergogna altrui, che alimenta una campagna disgustosa contro noi tutte donne e la nostra libertà e il nostro diritto di decidere se essere madri o no, credo che la voce di Ada vada moltiplicata per mille, milioni di volte: che tutti/e la ascoltino e riflettano nella loro coscienza su qual’è la direzione nella quale stiamo andando…
Care amiche, ieri La Repubblica ha pubblicato una bellissima lettera di Ada D’Adamo che alcune di voi conoscono perchè come alcune di noi si occupa di danza. La sua lettera mi sembra una risposta eccezionale a tutto quello che si sta dicendo in questi giorni. La sua espressione “ETERNO PRESENTE” dovrebbe mettere a tacere chiunque abbia un ritegno, ma sono brutti tempi…
Per chi non l’avesse letta qui sotto il testo:
“Un “bravissimo” medico non è stato in grado di leggere da una ecografia che mia figlia sarebbe nata con una grave malformazione cerebrale. Oggi la mia bimba, poco più di due anni, è persona pluridisabile, invalida al 100%.
Frequentando i reparti di neuropsichiatria infantile incontro decine di bambini nati prematuri. Sono per lo più ciechi o ipovedenti, come la maggior parte dei nati pretermine. Quasi sempre il deficit visivo si accompagna ad altri danni, cerebrali o motori irreversibili.
Ho conosciuto famiglie sbriciolate, unioni distrutte, donne sprofondate nella depressione. Non tutti hanno la forza fisica, gli strumenti psicologici, i mezzi economici, la cultura che ci vuole per combattere contro la burocrazia, la crudeltà di certi medici e l’ inciviltà imperante, la solitudine e la stanchezza, infine, contro se stessi e la propria inadeguatezza.
E’ per queste persone, soprattutto, che le scrivo.La chiesa, la politica, la medicina smettano di guardare alle donne come a puttane che uccidono i propri figli. L’aborto è una scelta dolorosa per chi la compie, ma è una scelta e va garantita. Anche se mi ha stravolto la vita, io adoro la mia meravigliosa figlia imperfetta. Ma se avessi potuto scegliere, quel giorno avrei scelto l’ aborto terapeutico. Ai medici che vogliono rianimare i feti anche senza il consenso delle madri dico di uscire dai reparti di terapia intensiva, andare a vedere cosa sono diventati quei bambini, a quale eterno presente hanno condannato quelle madri.”
Frequentando i reparti di neuropsichiatria infantile incontro decine di bambini nati prematuri. Sono per lo più ciechi o ipovedenti, come la maggior parte dei nati pretermine. Quasi sempre il deficit visivo si accompagna ad altri danni, cerebrali o motori irreversibili.
Ho conosciuto famiglie sbriciolate, unioni distrutte, donne sprofondate nella depressione. Non tutti hanno la forza fisica, gli strumenti psicologici, i mezzi economici, la cultura che ci vuole per combattere contro la burocrazia, la crudeltà di certi medici e l’ inciviltà imperante, la solitudine e la stanchezza, infine, contro se stessi e la propria inadeguatezza.
E’ per queste persone, soprattutto, che le scrivo.La chiesa, la politica, la medicina smettano di guardare alle donne come a puttane che uccidono i propri figli. L’aborto è una scelta dolorosa per chi la compie, ma è una scelta e va garantita. Anche se mi ha stravolto la vita, io adoro la mia meravigliosa figlia imperfetta. Ma se avessi potuto scegliere, quel giorno avrei scelto l’ aborto terapeutico. Ai medici che vogliono rianimare i feti anche senza il consenso delle madri dico di uscire dai reparti di terapia intensiva, andare a vedere cosa sono diventati quei bambini, a quale eterno presente hanno condannato quelle madri.”

Febbraio 18, 2008 at 4:03 pm
Gli avvenimenti degli ultimi giorni ci hanno portato a lunghe e profonde riflessioni.
Al di là di ogni possible polemica sulla civiltà di certe questioni, ci piacerebbe ricordare invece un documento di civiltà: la Carta dei diritti della gestante, a noi lo ha ricordato una delle nostre mamme nella rete, che tra l’altro è un’ostetrica e gliene siamo infinitamente grate.
Forse sarebbe sempre il caso di buttare un occhio sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità .
Forse non è molto, soprattutto pensando a paesi più sfortunati del nostro, ma è già qualcosa che almeno sia scritto e riconosciuto, di questi tempi…
La redazione di Mamme nella rete
Febbraio 21, 2008 at 7:25 pm
Di solito sono gli uomini che parlano con tanta leggerezza dell’aborto….forse perchè non si rendono conto di quale dolore possa essere una scelte del genere…o forse perchè la chiesa cattolica ci ha educato alla cultura del flagellarsi, della sofferenza…a tutti i costi…ti mettono sempre davanti agli occhi la croce…..mica Cristo sorridente…
Febbraio 22, 2008 at 7:35 am
Anch’io sono la mamma di un bimbo difettato ma, a differenza di Ada, io ho scelto coscientemente di farlo nascere il mio bimbo difettato.
Non mi sono mai pentita della scelta fatta e, se tornassi indietro, la rifarei (E non siete nemmeno cattolici, ci hanno detto una volta.), ma ogni giorno mi batto e mi battero’ perche’ si possa sempre avere il diritto alla scelta.
Che non c’e’ un modo giusto o sbagliato di uscire dalla no win situation del c’è qualcosa che non va.
Ognuno fa quel che puo’ e quel che sa fare. Quello che fa meno male.
Il resto son solo parole.
Febbraio 22, 2008 at 8:32 am
Cara signora,
perchè non volge le sue energie nel tentativo di fare pressione sulle istituzioni affinchè approvino leggi che alleggeriscano il peso gravante sui genitori ed al contempo creino strutture ed organizzazioni che possano migliorare la vita di coloro che sono le uniche vere vittime del nostro egoismo: I nostri figli? che spesso e volentieri assimiliamo a malattie incurabili.
Febbraio 22, 2008 at 12:25 pm
ho pubblicato i tre post precedenti anche se mi hanno lasciato molto perplessa.
al principio ho avuto timore di continuare a dialogare con tre genitori, che in quanto tali, proteggono il loro cucciolo e che, ho pensato sarebbero stati molto più decisi di me nel voler affermare la loro verità.
Poi ho pensato che non faccio del male a nessuno a sostenere la mia verità e a pretendere che in quanto tale esista.
E allora scrivo.
maria cristina dove trovi leggerezza nelle lettera di Ada D’Adamo?
daria la libertà di scelta è sacrosanta, come te ne sono una lucida sostenitrice, ma qunado dici scegliere in funzione di “quello che fa meno male” ti domando a chi?
Francesco il mio blog non ha ambizioni così importanti, premere sulle istituzioni, ma di una cosa sono convinta è la comunità tutta che deve prendersi il compito di crescere i figli, tutti, come essi siano. I figli non sono proprietà dei genitori, in nessun caso.
Febbraio 22, 2008 at 4:09 pm
Scusami,
la mia riflessione era rivolta a colei che oramai è mamma ed è un dato di fatto. Tornare indietro, purtroppo, non è più possibile per nessuno di noi. Anche se (ed è un mio personalissimo punto di vista) credo che questa donna non esista realmente.
Febbraio 25, 2008 at 11:56 am
Rispondo a Francesco Villano per dirgli che esisto eccome! E mi piacerebbe sapere per quale motivo ha creduto che la mia lettera a Repubblica fosse un falso. Quanto alle energie spese per fare pressioni, come dice lei, sulle istituzioni, le assicuro che di energie ce ne vogliono moltissime anche semplicemente per far rispettare le leggi già esistenti: lo Stato fa le leggi ma non sempre si preoccupa che vengano rispettate o informa adeguatamente i cittadini sulle modalità di acceso a certi diritti. Le faccio un esempio semplice: con grande fatica sono riuscita ad ottenere un posto macchina assegnato sotto casa. Ebbene devo difenderlo con i denti perché chiunque pensa che sia normale parcheggiarci sopra. I vigili raramente arrivano in tempo utile per fare una multa e, quando è accaduto, il risultato è stato ritrovare la mattina dopo la macchina rigata. Come vede la legge che tutela i più deboli c’è, ma a che serve se poi si è indulgenti con chi non la rispetta? E questa è solo una delle mille cose che potrei raccontarle. Realmente, Ada d’Adamo
Febbraio 26, 2008 at 1:59 pm
caspita però che pelo sullo stomaco, avere una bambina di due anni, per quanto imperfetta possa essere e riuscire a dire: “se tornassi indietro sceglierei l’aborto terapeutico”. Mi viene il mal di pancia. Sarà che io ho avuto un aborto spontaneo e pensare di farlo addirittura volontariamente mi fa ribrezzo.
valentina
Febbraio 26, 2008 at 3:02 pm
Non mi sono spiegata…volevo dire proprio il contrario di quello che in effetti è sembrato…la leggerezza era in riferimento a tutti quelli che pensano che abortire sia disumano…e non si rendono conto del dramma che c’è dietro…..
Febbraio 26, 2008 at 6:40 pm
cara marta,
ero certa di aver capito male, ma meglio così.
ho ascoltato racconti allucinanti di quello che succede negli ospedali e nei consultori italiani nei casi di aborto. Violenze intollerabili di essere umani contro esseri umani, non ha senso che le persone si permettano di giudicare. Che atteggiamento mediocre!
Febbraio 26, 2008 at 7:57 pm
Scusami Ada. Credevo fossi una trovata propagandistica delle neo femministe. Sul tema, me ne guardo dal pronunciarmi perchè credo che certe cose finchè non le provi sulla tua pelle non puoi capire il dramma reale che c’è alla base. Io nel mio piccolo sono ad un mese dal 3° figlio e per scelta non ho voluto fare gli esami per le malformazioni congenite. Spero semplicemente vada tutto bene. Per il resto, non posso sapere come la prenderei in caso contrario. Spero per te che la società migliori. Anche se su questo punto di vista sono molto pessimista. Ciao
Marzo 5, 2008 at 2:53 pm
cari tutti,
questo post continua ad essere molto letto e a suscitare un discreto dibattito. Ne sono contenta.
l’aborto, come i figli stessi, non può essere un fatto di responsabilità della singola donna ma deve essere una possibilità che la rete della società italiana mente in campo per tutelare la maternità di un popolo intero.
Da una donna che può abortire, non colpevolizzata, ma sostenuta dalla rete sociale a cui appartiene, avremo un ritorno di energia e di positività. Quella donna sarà un’amica, una compagna, una professionista serena che vive la sua vita per il meglio che in quel momento può permettersi. la maternità e non maternità, non sono fatti privati, sono scelte individuali si! ma in un contesto che deve essere chiaro e sincero nell’atteggaimento generale di condivisione dell’evento e del non evento quando questo non è possibile.
per me è impegnativo cecare di esprimere la mia opinione su questo punto ma è fuori di dubbio che la mia opinione non rientra in nessono slogan o facile genaralizzazione.
spero che valga anche per altri di voi!