cercando una via d’uscita
sabato mi sono persa in una insolita, quanto inaspettata, visita dei fori imperiali; c’era il sole e avevo voglia di rimuovere lo spiacevole ricordo dell’ultima chiacchierata con T. avvenuta qualche giorno prima, proprio affacciati sui fori imperiali. Nel guadagnare l’uscita mi sono trovata a passare in uno stretto pertugio dietro il campidoglio, ho pensato che era bello poter scoprire degli scorci di roma che ancora non conoscevo.
E’ lì, metre salivo la ripida scalinata che mi portava dagli anni di cristo al 21esimo secolo, che impunito mi aspettava il cartello. Ho sorriso, a pensare alla romanticheria post contemporanea che poteva significare per me un’inidicazione del genere. Il sorriso poi ha lasciato il posto alla mia incredulità.
Seguendo linearmente la freccia, si cade diretti nei vialetti di Monte Caprino: storico luogo romano (probabilmente dagli anni di Cristo) di acchiappo e prostituzione omosessuale.
Ho continuato diligentemente a seguire la freccia e mentre scendevo in mezzo a quei ragazzi, ho sentito lentamente salire un moto di rivalsa: uomini in fila pronti all’uso, mi guardavano leggermente spazientiti; non era un cliente ma solo una che guarda.
Sono passata accanto ad un ragazzo, scuro di carnaggione, ma rosso in viso. Mi è tornato in mente quando da adolescente tornavo a casa con il mio fidanzatino, con la testa fuori dal finestrino, per cercare di cancellare le tracce di un’affettuosità… sconsiderata, agli occhi di chi mi stava aspettando a casa per cena.
Ho continuato a scendere, qualcuno mi è sembrato si nascondesse; ma chissà se non era solo il retro pensiero di una ragazza cresciuta tentando di cancellare le tracce di un’affettuosità sconsiderata. Comunque scendendo l’ultimo scalino non ho resistito alla tentazione di girarmi a guardare, erano là affacciati, tutti, pure quelli che si erano nascosti. Non ho resistito a guardare da lontano quegli uomini imprigionati, ma senza sbarre davanti, che aspettano mentre cercano ancora la loro via d’uscita.
Tags: affettuosità, sesso
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Febbraio 13, 2008 at 9:44 am
no alla rivalsa guardando gli uomini in vetrina…sì alla scoperta di angoli nuovi di zone super conosciute se questo cancella le sensazioni brutte provate nello stesso posto a tempi brevi o a tempi lunghi: camminare fa sempre bene! dicono…
tenero il ricordo dell’affettuosità fuori luogo per l’età o per la morale…
divagazioni che almeno per quanto riguarda la scrittura sono ben riuscite…l’arte paga?! quando si aspetta altro…basta e avanza!
parola di gufo solitario e amante delle passeggiate divagatorie.
Febbraio 13, 2008 at 10:51 am
caro anacleto,
grazie del tuo commento.
l’arte paga?
si…stanne certo.
Febbraio 13, 2008 at 11:06 am
avrai pensato che quei volti sfocati da luci soffuse, quelle ombre nascoste nella storia, fossero i tuoi fantasmi…
chissà, forse quella via rappresentava una delle strade da te mai percorse…un fatale richiamo dell’inconscio…