PICCOLE DONNE crescono

Pubblicato novembre 10, 2008 di nonmamma
Categorie: vita

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mi hanno regalato questo libro insieme al primo PICCOLE DONNE, il giorno della mia prima comunione. forse avevo dieci anni e allora probabilmente non apprezzai quanto oggi, quel secondo volume. Il primo mi piaque, lo lessi più volte, ma il secondo forse non l’ho mai letto fino all’ultima pagina. chissà, sicuramente mi divertivano più le avventure e le litgate delle quattro sorelle, descritte nel primo volume, che non il loro diventare brave ragazze, argomento del secondo.

Solo oggi apprezzo e condivido, anzi proprio mi godo l’esperienza di crescere e di diventare adulta. E’ una conquista recente del mio apparato di percezione: l’adultità si sta facendo spazio dentro di me con inaspettate sorprese, tutt’altro che noiose, come mi era sembrato leggendo Piccole Donne Crescono.

La potenza di dire quello che penso, senza con questo farmi riggettare da tutte le situazioni, ma modulandolo in modo che il mondo possa ascoltare e poi accettare.

La capacità di ritrovarmi anche davanti a chi mi intimorisce e di trovare proprio in me le risposte più giuste per affrontare la questione.

L’orgoglio e la continuità di chi sono oggio, con quello che erano i miei nonni, passando per i miei genitori.

La pazienza, che non è solo attesa, ma sano tempo che passa mentre gli eventi respirano e si plasmano intorno a me.

Il coraggio di scegliere.

solo oggi apprezzo questi eventi, e solo oggi capisco il senso di crescere.

corto circuito

Pubblicato ottobre 22, 2008 di nonmamma
Categorie: vita

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le anime calde si fusero insieme

sospese in mezzo alla stanza,

mentre il soffitto sembrava cadere

tenevo in pugno la vita… (vasco)

mi hanno fatto venire in mente questa canzone due ragazzini che si baciavano per strada qualche giorno fa.

erano due angeli caduti dal cielo e, sarà la mia mente distorta o la gimcana alla quale mi hanno costretto le macchine, ma ricordo un’immagine come ripresa da una steady che sale e gli gira intorno…

insomma sarete d’accordo con me: momento di poesia metropolitana che poteva restare magico se… non fosse stata sulla loro stessa traiettoria una signora romana. Si è avvicinata trotterellando accanto al suo cane, li aveva visti e sorrideva anche lei.

Per un attimo ho penasto che pure lei avesse una steady in testa, il sorriso teneva, ma si avvicinava decisa: aveva qualcosa da dire. Io curiosa mi fermo per vedere, forse un po’ per vegliare su quei due angeli…

la signora ancora con il sorriso li interrrompe dolcissima per dire:belli, voi si che siete belli…no come quei FROCI…gay, come lì chiamano mo’…tanto sò FROCI. e poi prosegue per la sua strada.

Io resto impietrita, i due angeli la guardano senza aver troppo capito quell’incursione violenta nel loro bacio, e la vecchia, trotterellando accanto al suo bastardino, continua e se ne va, ancora con il sorriso in faccia.

CULTURAL HERITAGE

Pubblicato settembre 24, 2008 di nonmamma
Categorie: constatazioni, vita

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Questa mattina di buona lena mi sono messa a compilare l’application form per una borsa di studio negli stati uniti. Avevo tutte le caratteristiche richieste. La scadenza è domani, 25 settembre, e malgrado la fatica che avrei dovuto fare per riuscire a tradurre tutti lavori, pagine di presentazione e quelle di motivazione, sapevo di potercela fare.

Prima di cominciare ho letto ogni singolo dettaglio richiesto per la compilazione. Si sa come sono questi americani, basta una virgola e ti cestinano. Volevo evitare di fare una fatica per niente. E proprio nell’ultima paginetta ho notato una richiesta che mi ha lasciato totalmente spiazzata. L’ultimo campo da riempire era: CULTURAL HERITAGE.

Lì ho dovuto bloccarmi.

Mi sono messa a pensare seriamente cosa avessero voluto intendere con quella domanda. Volevano veramente sapere che mio padre in pensione, era stato maestro al convitto nazionale “Amedeo di Savoia” e mia madre, non ancora in pensione, è tuttora una casalinga? Oppure che mio nonno un arzillo vecchietto, contadino dalla nascita, quando andava al mercato per vednere la frutta, teneva i conti in due tasche separate. Perché non sapendo né contare né scrivere, doveva tenere in una tasca i foglietti con su “scritto” i soldi da dare e nell’altra quelli con i soldi da ricevere, per non confondersi con le consegne? O forse volevano sapere che mia nonna andavo ogni anno in vacanza a Lourdes e a noi nipotine portava sempre un po’ d’acqua benedetta? Oppure che aveva nell’armadio un grandissimo rotolo di quella carta gialla, premio forse della lunga fedeltà lavorativa nelle cartiere dell’acqua marcia, e con quella carta, all’inizio di ogni anno scolastico mi foderava i libri? E comunque, come avrei dovuto argomentare il mio cultural heritage e farlo diventare una paragrafo di 5 righe?

 

Ci ho pensato per un po’, poi ho deciso che per quest’anno non era cosa e mi sono data alla cucina. Certi giorni mi aiuta per riordinare il mondo intorno e dentro di me.

Ho fatto la spesa, sistemato dispensa e armadio e preparato una torta rustica agli spinaci. Adesso la torta è nel forno, profuma meravigliosamente e penso ancora che si! avevo proprio tutte le caratteristiche per ottenere quella borsa.

19 SETTEMBRE…

Pubblicato settembre 19, 2008 di nonmamma
Categorie: constatazioni, puntate, vita

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ed è passto l’11 e poi è passato il 16, il 17 e il 18… e finalmente siamo arrivati ad oggi.

perchè l’11 era l’11 e tutti sanno cosa è successo, ma il 16, il 17, 18 io sono andata dal dentista e tre sedute di seguito mi hanno provato tanto che a stento una seduta dal parrucchiere e una bella cena dal giapponese, sono riuscite a rinfancarmi lo spirito.

mi considerate frivola? ma permettetemi invece di spiegare perchè credo che dopo 7 anni  dall’undici settembre, oggi 2008, mi sono parse più dolorose le mie sedute dal dentista che non quella commemorazione. nulla a ridire su tutti quei morti, anche se in questi anni ne sono morti altrettanti per gli annuali incidenti stradali. e qua chiudo argomento 11 settembre.

sostanzialmente: nella grande storia quello che non mi fa dormire certe notti è la piccola storia, cioè la mia. e non credo affatto che questo sia un pensiero di cui vergognarmi anzi dico piuttosto che è da andarne fiera.

guardiamoci intorno, ognuno di noi si lamenta che ci sono “brutte persone” e un po’ mi delude non avere intorno a me coraggiosi avventurieri che affrontano il mondo a testa alta. da quando sono tornata sono stata corteggiata subdolamente dalla paura che avrei dovuto ricominciare tutto da capo. ero impaurita dalla quasi certezza che sarebbe stato difficile trovare complici coraggiosi con i quali provare ad imbastire progetti ambiziosi, impegnati come sono tutti a conservare il loro posticino, più o meno comodo. ed è successo… questa città probabilmente stanca e senza farsene accorgere succhia la linfa.

Tanti amici mi hanno raccontato di vacanze al cellulare per risolvere le ansie di pseudo capi imparanoiati, altri che dopo l’ennesimo scadenza di contratto non se la sentono di ricominciare a cercare e meditano oniriche rivoluzioni, altre che accompagnate da momentanei uomini avvilenti si ripromettono di conoscere persone nuove, però poi passano le giornate a casa. 

mi rendo conto che sono delle considerazioni un po’ vaghe, ma è quello su cui sto riflettendo da qualche giorno. credere in quello che penso e nella mia visione del mondo sta diventando l’unica certezza sulla quale costruire il mio futuro e mai come in questi giorni mi sembra di vedere un futuro possibile.

 

lunedì 15 settembre

Pubblicato settembre 15, 2008 di nonmamma
Categorie: Uncategorized

breve aggiornamento, solo per dire che non sono sparita. semplicemente a casa non ho internet, anche se sto per cedere, e per questo non posso scrivere tutti i giorni.

oggi giornata importante ho stampato la prima stesura de “L’uovo di struzzo” emozionante.

Adesso che ho messo da parte il tesoretto, io mi sento soddisfatta e brava.

L’uovo prenderà tutto il suo tempo per crescere e diventare quello che è destinato ad essere, certo è che adesso esiste. Io invece nei prossimi giorni non andrò più a rifuggiarmi, come tutte le mattine degli ultimi mesi nel magico mondo di Zenobia, ma dovrò impegnarmi in quell’estenuante sforzo creativo che si chiama ricerca di un lavoro.

quindi se sentite qualcosa in giro fatemi sapere!

back to rome

Pubblicato settembre 5, 2008 di nonmamma
Categorie: constatazioni, marocco, Uncategorized

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tra poco mi toccherà prendere l’aereo e questo meraviglioso viaggio finirà. oppure no!

malgrado la tendenza genetica a scivolare verso la melanconia e l’autocommiserazione, questa volta ho deciso di giocare delle nuove carte.

ecco i pensieri del mattino: sto pensando…e se mi giocassi il mio ritorno a roma come un nuovo viaggio? se invece di tornare io stessi arrivando e affrontassi roma con l’apertura di spirito, la curiosità e la tolleranza che ho adottato in questo mese e mezzo in marocco?

negli ultimi due giorni ho dovuto fare attenzione a non scivolare nella paura di ritrovare a roma l’ambiente paludoso e bradipo che ho lasciato prima di partire. ma era veramente così? o era piuttosto stanchezza e fatica accumulata?

dopo questo lungo viaggio in marocco, dove niente era previsto, ma tutto un poco alla volta mi ha avvolto e accolto come a me faceva piacere, ho provato sulla mia pelle il fascino e la grazia della vita.

e allora ecco, tra poco prenderò un altro aereo e non sarà per tornare a roma, indietro, ma per andare…

royal air maroc, AT0941

Pubblicato settembre 2, 2008 di nonmamma
Categorie: constatazioni, marocco, Uncategorized

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…EBBENE SI, MIO TOCCA RITORNARE A ROMA!

ieri siamo rientrate dal nostro ultimo week end, dalla città del vento, e come abbiamo messo piedi in casa a rabat, siamo sprofondate in una pesante tristezza.

Dopo un mese e mezzo insieme, in giro per il marocco, tra tre giorni mi tocca prendere un aereo e tornare nella cara e famigliare roma. niente più avventure, viaggi, valige, deserti o montagne. niente carte geografiche o indicazioni distorte, chieste a chi non ha mai visto un europeo in vita sua. niente più incontri inaspettati e rivelatori.

la notte è passata inquieta…al risveglio ci siamo guardate in faccia e siamo scoppiate a ridere. “Io là non ci torno!” ho esordito.

è vero che la programmazione tv italiana di ieri sera mi ha fatto cascare le braccia, e l’idea di tornare per provare a fare qualcosa di decente è oggi, estremamente faticosa, ma è pure vero che in questi giorni è successo qualcosa di veramente bello. le pressioni dei giorni romani, che mi ero portata con me in vacanza, mi sono lentamente scivolate addosso e io mi sono scoperta più buona, più creativa, più sensibile.

ho lavorato molto, ho preso molti appunti, molte le nuove pagine scritte. molti libri letti, molte belle foto scattate, molti nuovi amici, nuovi pensieri.

molti sogni rivelatori, molti incontri sognati, alcuni lontani perdoni inviati oltremare, molti amori scoperti nel cuore. molte lettere commoventi, scritte e alcune ricevute.

vorrei affrontare la vita romana con lo stesso spirito.

vorrei che i cieli colorati di questo posto mi compaiano in sogno.vorrei non dimenticare mai le facce dei bambini visti ai bordi delle strade. voglio ricordarmi di nadya e della madre di mohammed. vorrei che non mi sfuggisse mai di mente la magia di Olmes, dove il tempo si è fermato agli anni 60 e i berberi galoppano al tramonto sui loro cavalli. vorrei ricordare il matrimoni nel palmeto di erachidia e gli occhi della sposa che, dopo tre giorni di festeggiamenti, aveva visto solo allora il viso del suo sposo. voglio ricordami gli asini lasciati liberi per ruminare ma legati, da zampa a zampa, per non correre via. voglio ricordarmi il deserto e l’inquitudine che ho provato al ritorno, al pensiero di rimanere incastrata laggiù. mi devo ricordare il picnic nel bosco di cedro e le chiacchiere con paola su mia madre e la sua. mi devo ricordare il panino con l’uovo sodo, e l’avocado, mi devo ricordare mio fratello dei tappeti. voglio ricordarmi le ispirazioni fotografiche di essauira, e voglio ricordare la mattina presto alla medina con fathia e sana a comprare i tappeti. che generose! non devo dimenticare il cus cus più buono del mondo e la cucina in cui è stato praparato. mi devo ricordare i berberi sulle montagne di ozud e quei meravigliosi alberi che sembravano pagliacci. mi devo ricordare il bellissimo uomo, vestito di marrone, che mi fissava nel caravan serraglio di chefachuoen.mi devo ricordare il gin lemon di Alain e le mani di Pierpaolo. mi devo ricordare la risata di berber e gli occhi di sergio.


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